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L’associazione culturale I FANTAGHIRÒ lavora dal 1979 occupandosi in particolare di educazione alle arti dello spettacolo. Da allora ogni anno il gruppo ha prodotto un nuovo spettacolo, continuando peraltro la circuitazione di molti dei lavori realizzati, con un numero di rappresentazioni che si aggira intorno al centinaio per stagione.

I FANTAGHIRÒ, grazie ad un lavoro costante e capillare, hanno sviluppato la loro presenza in un’ampia fascia di realtà territoriale spesso priva di proposte culturali indirizzate in modo specifico all’infanzia ed alla gioventù.

Gli spettacoli del gruppo, che affrontano tematiche legate al mondo psicologico infantile quali il gioco, la paura, l’amicizia, la crescita, il rapporto con l’altro, si pongono così come un momento d’incontro adulto-bambino. Per I Fantaghirò le storie sono molto importanti. Sono convinti che il portar dentro di sé delle storie aiuti, nel confronto di situazioni, di problemi, di fortune, di destini, ogni persona a conoscersi e a conoscere l’ambiente di vita.

Ogni loro allestimento nasce da un rapporto di collaborazione con esperti che hanno acquisito buona esperienza in settori di contatto con l’attività spettacolistica. Ricordiamo tra gli altri Massimo Giacon e Antonio Panzuto per la parte visiva e scenografica, Stefano Bellon, Bernardino Beggio e Gian Pietro Pendini (vincitore dello Zecchino d’oro 2000) autori per I Fantaghirò di musiche originali, Mafra Gagliardi, Giulio Mozzi, Stefano Brugnolo, Olivia Cauzzo che hanno collaborato alla stesura dei testi e il cantante vietnamita Ngyen Dang Tu che ha inciso per uno spettacolo il frutto di una ricerca sulla musica popolare asiatica.

All’attività di rappresentazione si è affiancata a partire dal 1982 quella di conduzione di laboratori di animazione, progettati in un’ottica di formazione particolarmente attenta sia ai problemi legati alla crescita che a quelli della relazione.

Citiamo tra gli altri l’esperienza condotta in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Noventa Padovana che si è realizzata, a partire dal 1991, con il laboratorio Teatronove.

Il gruppo è così divenuto un punto di riferimento per interventi di carattere formativo. In quest’ottica si collocano le esperienze condotte presso il Liceo Scientifico Cornaro, il liceo psicopedagogico Duca d’Aosta di Padova, le scuole secondarie di primo grado Tartini, Bruni, Ruzante, le scuole primarie Prati, Della Vittoria, Don Bosco, De Amicis, Rodari, Luzzati, Beretta sempre di Padova.

Interventi significativi sono quelli realizzati per i comuni di Carmignano, Fossò, Sambruson.

Collabora, inoltre, per la realizzazione di eventi artistici, con varie realtà del territorio, quali, ad esempio, il coro popolare di Grantorto e Gazzo, per una lettura dal “Catechismo agricolo” del 1869 del Parroco don Rizzo di Salboro.

Ha lavorato inoltre con i giovani del Vicariato di Vigonza sulla figura di Vinicio Dalla Vecchia, primo laureato in Medicina del Lavoro nel comune di Vigonza, morto prematuramente nel 1954 scalando il Catinaccio. Lo spettacolo è stato presentato in varie realtà della provincia di Padova.

Nell’ambito della Campagna Regionale di Prevenzione delle Dipendenze, “Progetto Se … taccio – Prevenzione dei comportamenti a rischio e dell’uso di sostanze psicoattive nei vari ambienti di vita dei giovani” i Fantaghirò hanno presentato in diversi Istituti Superiori ed in varie realtà sociali gli spettacoli “Una serata anonima” su testo di Giulio Mozzi, con regia di Mirko Artuso ed “Happy Hours” su testo di Alessandra Faiella, una delle autrici di Zelig.

 

Dato il consistente numero di realtà con cui l’associazione è, nel corso della sua pluriennale esperienza, entrata in contatto, si può tranquillamente sostenere che questo gruppo si presenta oggi come un riferimento attivo nella realtà veneta sia nel settore del teatro per ragazzi che in quello della prevenzione del disagio.

È inoltre da considerare il rapporto costante che I FANTAGHIRÒ mantengono con Enti ed Istituzioni pubbliche quali scuole, biblioteche Comuni, a garanzia del quale è posta un’esperienza di lavoro di trent’anni.